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Addio alle buone maniere: impara a dire "a ti nci cravvai" come un vero sardo

Sei stanco di usare sempre le stesse parole per mandare a quel paese? Leggi questo divertente articolo e scopri come dire ‘a ti nci cravvai’ in stile sardo, senza perdere il senso dell’umorismo. Impara il significato di questa espressione e goditi una guida completa per utilizzarla come un vero sardo, con consigli pratici.

La famiglia del 'Torrànci in su cunnu': scopri le origini DI A ti nci cravvai

Il termine “a ti nci cravvài” è solo una delle tante espressioni della lingua sarda utilizzate per mandare a quel paese. In realtà, la cultura sarda è ricca di varie forme di parolacce e insulti, tra cui la famosa espressione “Torrànci in su cunnu.

a ti nci cravvài: a cravarti, ad entrarci di potenza

Questa frase, considerata il peggiore insulto che si possa fare a un sardo, significa letteralmente “Torna nella vagina” o “Tornatene dentro la vagina”. Viene utilizzata per indicare a qualcuno di tornare da dove è venuto, cioè dalla madre che l’ha partorito. Inoltre, esistono numerose varianti e forme di questa espressione, tra cui “cunn ‘e mamma tua”, “cunn ‘e iaia tua”, “cunn ‘e tzia tua”, “cunn ‘e Giùdasa”, “cunn ‘e Pio nòno”, “cunn ‘e Gesugìistu”, “cunn e Maumètu” e molte altre.

a ti nci cravvài: a cravarti, ad entrarci di potenza

La locuzione sarda “a ti nci cravvài” è un’espressione colloquiale che, sebbene originariamente utilizzata per inviare qualcuno “a quel paese”, può anche essere interpretata come un invito a entrare in un luogo a scelta della persona cui viene rivolta. In sostanza, le maledizioni di cui abbiamo parlato  sono tutte volte ad esprimere l’idea di “maledetto il ventre che ha generato” una determinata persona, sia essa Gesù Cristo, Giuda, Pio IX o qualcuno della propria family, mentre per “a ti nci cràvvai”  può tranquillamente scegliere il destinatario dove cravvarsi. Carta bianca nenno. 

come usare questo slang a ti nci cravvAi

La verità è che, nonostante la forte connotazione offensiva, “a ti nci cravvai” viene spesso usato tra i sardi in modo scherzoso o ironico. Ad esempio, immaginate di essere in fila al supermercato e qualcuno vi fa una pacca sulla schiena. Potreste rispondere con un sorriso e un “a ti nci cravvai”, come se steste accettando l’invito a entrare in quel posto misterioso di cui si parla. Oppure, se il vostro amico vi sta convincendo a fare qualcosa che non volete, potreste rispondere con un “oh, a ti nci cravvai”, come se steste accettando il suo invito a entrare in quel luogo immaginario. Insomma, “a ti nci cravvai” può essere usato in modo amichevole e scherzoso, ma bisogna fare attenzione a non usare il termine in modo offensivo o inappropriato.

Ecco alcuni esempi in cui gli sardi utilizzano l'espressione "a ti nci cravvai":

  • Quando un anziano ti dà una pappina sulla schiena, ma ti fa male, puoi rispondere con un sorriso e dire “a ti nci cravvai”.

  • Se un amico ti invita a fare qualcosa che non ti interessa particolarmente, puoi rispondere scherzosamente dicendo “a ti nci cravvai”.

  • Quando sei in vacanza in Sardegna e qualcuno ti chiede se vuoi assaggiare il formaggio pecorino, ma non ti piace il sapore forte, e lui lo sapevo benissimo, puoi dire “a ti nci cravvai”.

  • Se un parente ti chiede di partecipare ad una festa religiosa sarda, ma tu stai fisso frastimmando e preferisci rimanere a casa a riposare, puoi rispondere con un sorriso dicendo “a ti nci cravvai”.

  • Se un amico ti invita a una festa a cui non vuoi andare perché sai che c’è la tua ex nenna, e lui questo già lo sapeva, puoi dire scherzosamente “a ti nci cravvai”.

In conclusiuone è sempre meglio farsi una risata, ajò.

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