Alà dei Sardi

Il territorio della Sardegna incontaminato

Alà dei Sardi (o Alà, in sardo) è un piccolo paese italiano nella provincia di Sassari, situato nel nord-est della Sardegna. Qui vivono circa 1.771 persone. Alà si trova nella regione storica del Monteacuto ed è parte della Comunità Montana del Monte Acuto e della diocesi di Ozieri.

Il territorio di Alà dei Sardi

Il paese di Alà dei Sardi si trova su un altipiano a 663 metri sul livello del mare, circondato da boschi di querce da sughero, lecci e roverelle, in una superficie di 197,990 km². Il territorio è inserito nella regione storica del Monteacuto e costituisce il confine orientale tra quest’ultima e quelle della Baronia, della Gallura e del Nuorese.

Grazie alla sua posizione geografica, Alà ha rappresentato un punto di incontro tra diverse culture e ambienti. Infatti, la strada che attraversa il paese collega le aree costiere della Gallura, in particolare la piana di Olbia, con quelle dell’altopiano di Buddusò e Bitti sin dall’antichità.

Attrazioni naturali e riserva di biosfera

Il territorio è incontaminato e presenta diverse attrazioni naturali come il lago artificiale di Sa Coilùna, dove si possono pescare trote e fare barbecue, le ricostruzioni delle antiche capanne dei pastori in località S’aldu Pinzòne, le cascate spettacolari di Pali-bàsciu e Su fossu malu e la vista panoramica dalla punta Giommaria Cocco. Inoltre, dal confine con Bitti si possono ammirare le montagne e le vallate della Barbagia.

È anche molto esteso, confinando a nord con Berchidda, Monti e Berchiddeddu (isola amministrativa di Olbia), a est con Padru e Bitti e a sud-ovest con Buddusò, delimitato da torrenti come il rio S’Elene a nord e il rio S’Aragòne a sud. La regione è caratterizzata dalle creste dei Monti di Alà, un rilievo che taglia la Sardegna settentrionale da sud-ovest a nord-est per circa 90 km e culmina con la punta di Senalonga, dalla cui vetta si possono ammirare il golfo di Olbia, l’isola di Tavolara e anche i rilievi della Corsica.

Nel 2017, Alà dei Sardi insieme ad altri sedici comuni nella zona del Parco naturale regionale di Tepilora, Sant’Anna e Rio Posada, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento UNESCO come Riserva di Biosfera, attestando la sua unicità ambientale.

Le condizioni climatiche

Il clima di Alà dei Sardi è caratterizzato dall’altitudine e dalla presenza dei Monti di Alà. Durante l’inverno le temperature sono piuttosto rigide, spesso scendono sotto lo zero e la zona risente di venti freddi. Tuttavia, d’estate il clima diventa piuttosto mite grazie all’influenza della montagna. Le precipitazioni sono presenti soprattutto in alta quota, sia sotto forma di pioggia che di neve.

le origini del nome "Alà dei Sardi"

Il nome “Alà dei Sardi”  ha un’origine incerta. Secondo Antonio Taramelli, potrebbe derivare dal nome Balaròi, che indicava la schiatta ribelle che viveva sui Monti di Alà durante la dominazione romana. La perdita della lettera B iniziale sarebbe tipica del dialetto alaese. Quindi il toponimo potrebbe significare antica città dei Balari. Un’altra teoria suggerisce che il nome potrebbe derivare dal popolo degli Ilienses, da cui Alaenses, Alà, anche se questa ipotesi è meno credibile perché gli Ilienses vivevano al di là del fiume Tirso, vicino all’attuale Oliena.

Il canonico Giovanni Battista Demelas ha invece ipotizzato che il nome Alà derivi dal termine latino “ala”, che significa reparto di cavalleria dell’esercito romano. Secondo questa teoria, il territorio alaese potrebbe aver ospitato un accampamento dell’esercito imperiale, confermato dalla presenza di uno stanziamento romano nel territorio comunale. Tuttavia, questa ipotesi è poco plausibile dal punto di vista fonetico e semantico, poiché la parola Alà è accentata sull’ultima vocale, suggerendo che il nome abbia radici pre-latine, comuni in quella zona. Nonostante ciò, lo studio di Demelas ha importanza perché ha rilevato la presenza a sud dell’abitato attuale del toponimo “Balare”, che supporta la prima ipotesi di Taramelli.

La storia di Alà dei Sardi riassunta in breve

La zona fu abitata da popolazioni poco propense alla romanizzazione e rimase in gran parte inviolata. Il territorio conserva molti toponimi prelatini. Nel medioevo, Alà faceva parte del giudicato di Torres e in seguito passò al giudicato di Arborea. Dopo una lunga guerra tra gli aragonesi e gli arborensi, il paese passò al Visconte di Narbona e successivamente alla famiglia Borgia. Nel 1767, passò ai Pimentel. Nel XVII secolo, il paese moderno si sviluppò grazie alla costruzione della chiesa di Santa Maria. Nel 1656, Alà aveva 29 nuclei familiari, mentre nel 1668 aveva 118 abitanti. Nel 1462, il paese apparteneva alla contea di Oliva e nel 1503 passò alla diocesi di Alghero. Nel 1581, Alà pagava un ducato di tasse e nel 1590 il Vaticano lamentava la crisi delle vocazioni nel Goceano e nel Montacuto.

Simboli e monumenti di interesse

Il comune di Alà dei Sardi ha uno stemma e un gonfalone, concessi nel 1999. Lo stemma è diviso in quattro parti: nel primo ci sono sette spighe di grano d’oro su sfondo rosso, nel secondo c’è una quercia da sughero su sfondo azzurro, nel terzo c’è una pecora bianca su sfondo azzurro, e nel quarto ci sono due api d’oro su sfondo rosso. Il gonfalone è di colore giallo.

Alcuni dei principali monumenti e luoghi d’interesse della zona includono diverse chiese, come la Chiesa di Sant’Agostino costruita tra il 1880 e il 1961, la Chiesa di San Giovanni Battista del 1692, la Chiesa di Sant’Antonio del 1930, la Chiesa di San Francesco del 1906, la Chiesa di San Giuseppe (Badde Suelzu) del 1935, la Chiesa di Santa Maria (Mazzinaiu) del 1935 e la Chiesa di San Giovanni Battista (Sos Sonorcolos) costruita anch’essa nel 1935. Inoltre, nella zona si possono trovare i resti di due chiese sconsacrate: una dedicata a san Gavino, di cui rimangono in piedi due lati del perimetro murario, e una dedicata alla Madonna, di cui rimangono solo i resti sparsi nei campi.

Feste e ricorrenze ad Alà dei Sardi

La festa di San Francesco si tiene il 4 e 5 ottobre presso il santuario omonimo e richiama migliaia di fedeli ogni anno. La leggenda racconta di un pastore che ha costruito la chiesa in onore del santo dopo averlo sognato. La festa religiosa inizia il 25 settembre con la novena e si conclude con una processione e una grande cena. La festa patronale di Sant’Agostino, San Sebastiano e Santa Rosa si svolge il 28 agosto e prevede diverse attività organizzate dai fedales cinquantenni, tra cui la sagra del vitello e la caccia al tesoro.

Lingua e Costume

Ad Alà, in Sardegna, si parla prevalentemente il sardo comune nella sua variante alaese, che è una lingua molto viva e utilizzata in tutte le attività orali, dai giovani e dagli adulti. La proloco del paese ha deciso di adottare questa lingua come lingua veicolare per le sue comunicazioni ufficiali, utilizzando anche la grafia delle norme ortografiche della LSC. Anche i comitati di festeggiamento civile si esprimono solitamente in sardo. Ci sono differenze tra la parlata del paese e quella della frazione di Badde Suelzu, ma entrambe sono state influenzate dalla Gallura. In passato, ad Alà come in tutti i paesi della Sardegna, la poesia era uno dei diletti preferiti dagli abitanti, soprattutto durante i lavori nei campi o attorno al fuoco nelle sere invernali.

Il costume tipico di Alà non viene più utilizzato come abito di tutti i giorni dalla prima metà del secolo scorso, ma solo in occasione di manifestazioni folkloristiche. Il costume maschile è composto da una berrita longa in panno nero, una camicia di cotone bianco, un gilet di velluto granato con un ricamo di fiori in filo di seta, su tzintulone (cintola in pelle nera o castana), sas raghittas in orbace nero, sas ragas in cotone bianco e sas caltzittas in orbace. Il costume femminile è formato da su mucadore in lana, di colore nero o castano, dal busto – su giustinu – di colore rosso e oro, irrigidito con telaio di giunco, che si posiziona sopra sa camija in cotone bianco, e su corittu.

L'economia ad Alà dei Sardi

Questo comune della Sardegna, ha una lunga tradizione agropastorale, ma recentemente ha avuto una crescita economica esponenziale grazie alla maestria edile, alla qualità del sughero estratto e al granito che, nonostante la concorrenza della Cina, è riuscito a tenere i mercati internazionali. Ciò ha portato a livelli di disoccupazione prossimi allo zero e alla presenza stabile di circa 150 extracomunitari di varia provenienza. Il paese ha anche una fiorente attività di rivestimento delle ville della Costa Smeralda e il settore della forestazione è molto importante. Il carbone è stata la prima vera economia del paese ma ha portato al completo disboscamento di buona parte del territorio. Il comune ha anche un parco eolico tra Alà… e Tula che sfrutta le energie rinnovabili.

Lo sport in Sardegna ad Alà dei Sardi

Alà dei Sardi è un comune che offre molte possibilità per praticare lo sport. Dispone di diversi impianti sportivi, tra cui uno stadio comunale con pista di atletica leggera, e numerosi percorsi per la corsa e la mountain bike nella sua vasta area. Grazie al clima favorevole, atleti di livello internazionale scelgono Alà dei Sardi come sede di preparazione.

L’atletica leggera è lo sport principale e più praticato nel paese, con la società Alasport fondata nel 1970. Gli atleti alaesi hanno ottenuto risultati eccezionali nella corsa campestre e nella marcia, con Tonino Erre e Gianni Mette tra i migliori marciatori. Attualmente, Alberto Contu e Alice Rita Cocco sono i protagonisti dell’atletica alaese.

La Volley Alà, la S.C. Alà e il Rally d’Italia Sardegna sono altre manifestazioni sportive importanti nel comune. Il Cross di Alà dei Sardi, organizzato dalla Società Sportiva Alasport, è una gara di corsa campestre di rilevanza internazionale, mentre il Rally d’Italia Sardegna è una tappa del campionato del mondo rally che si corre ogni anno nel mese di giugno.

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