Il sardo non è un dialetto, ma una lingua!

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Dialetto sardo o lingua sarda? il sardo è una lingua!

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Innanzitutto, è importante sottolineare che il sardo è una lingua con una sua grammatica, sintassi e lessico distinti da quelli dell’italiano. Ha inoltre una propria tradizione letteraria, testimoniata da numerosi autori che hanno scritto in sardo nel corso dei secoli.

Questa tradizione letteraria ha avuto il suo apice nel XIX secolo con autori come Grazia Deledda, che ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

Ma non solo la letteratura, anche la musica e il teatro hanno trovato nell’utilizzo del sardo una forma espressiva originale e autentica. La lingua sarda viene utilizzata anche in ambito religioso, sia nella liturgia cattolica che in quella ortodossa.

Ma allora perché il sardo viene spesso considerato un dialetto?

Innanzitutto, bisogna dire che la considerazione di una lingua come dialetto o viceversa dipende spesso da fattori politici e sociali. Il sardo, essendo parlato in una regione italiana, spesso viene considerato un dialetto italiano. Ma questa visione è sbagliata.

bandiera, sardegna

Il sardo ha una storia millenaria che lo rende una lingua a stante, indipendente dall’italiano. Il sardo deriva dal latino volgare parlato nella Sardegna romana, ma ha subito nel corso dei secoli influenze dal catalano, dallo spagnolo, dal francese e dall’arabo.

Queste influenze hanno contribuito a rendere il sardo una lingua estremamente ricca e variegata.

Inoltre, il sardo è parlato da oltre un milione di persone, in gran parte nella Sardegna ma anche nella Corsica meridionale e in alcuni paesi dell’Argentina e dell’Australia.

Questa diffusione della lingua è un ulteriore segnale della sua importanza e della sua autonomia rispetto all’italiano.

In conclusione, il sardo non è un dialetto, ma una lingua a tutti gli effetti.

Ha una propria grammatica, sintassi e lessico, una tradizione letteraria, musicale e teatrale, e una storia millenaria che lo rendono un patrimonio culturale di inestimabile valore.

La sua considerazione come dialetto italiano è frutto di una visione storica e politica sbagliata, che va superata per valorizzare appieno questa lingua e la sua cultura.