In su corr'e sa furca

In su corr'e sa furca: Un luogo in Sardegna irraggiungibile

Tra i detti e i modi di dire sardi, c’è uno che spicca per la sua popolarità e uso frequente, soprattutto a Cagliari: “In su corr’e sa furca”, tradotto letteralmente come “nel corno della forca“.

Questa espressione, parte integrante della variante campidanese della lingua sarda, è usata per indicare un luogo lontano, difficile da raggiungere o addirittura inaccessibile. Immagina un posto aspro e remoto, come un luogo immerso tra le montagne, dove può essere complesso arrivarci.

Solitamente, si impiega questa frase come risposta quando qualcuno chiede di raggiungere un posto sconosciuto o complicato da trovare. Ad esempio, se Giorgio chiede a Osvaldo dove si trova una certa strada o località poco nota, potrebbe dirlo scherzosamente dicendo “E dov’è, In su corr’e sa furca?”, sottintendendo che il luogo sia così remoto da sembrare quasi impossibile da trovare.

Esempio 1: Osvaldo: “Hai idea di dove si trova la casa di Antonio? Vorrei andarci per il compleanno.” Giulia: “Ehhhh! è in su corr’e sa furca!”

Esempio 2: Marco: “Ho sentito dire che c’è una spiaggia segreta lungo questa costa. Voglio raggiungerla domani.” Anna: “Ti ci vorrà più tempo. Esti in su corr’e sa furca!”

In sintesi, “In su corr’e sa furca” è una delle espressioni più comuni nella lingua sarda, utilizzata per indicare un posto irraggiungibile o difficoltoso da raggiungere. La sua diffusione è tale che è diventata parte della conversazione quotidiana, spesso utilizzata in modo scherzoso per esprimere lontananza o inaccessibilità di un luogo.

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