Maria Puntaoru

maria pintaoru, maria puntaoru, tradizioni, sardegna, leggende

In Sardegna ci sono antiche tradizioni ancora ben radicate che spesso vengono oscurate dalla commercializzazione di Halloween. Già.

La Sardegna è una regione italiana ricca di tradizioni antiche e spesso poco conosciute, come quelle legate alla notte di Halloween. In questa regione, infatti, esiste una figura mitologica molto particolare chiamata Maria Puntaoru (o Puntaloru), associata al culto dei morti e simbolo di resistenza culturale contro la cultura anglosassone di Halloween. 

Maria Puntaoru è conosciuta anche come Maria Puntaloru, Maria Punta Punta, Maria Pintaoru, Pintacaoru e altre varianti.

Ma chi è Maria Puntaoru?

Secondo la leggenda, Maria Puntaoru (o Pintaoru) era una vecchia signora che passava la notte dei morti a mangiare la pasta lasciata sui tavoli imbanditi in cucina dai parenti per ricordare i propri defunti, e chi non avesse lasciato la pasta sarebbe stato punito dalla signora stessa che avrebbe bucato la pancia di chi avesse mangiato la pasta. 

Una leggenda simile si racconta anche in occasione del Natale, dove la figura di Maria Puntaoru incuteva timore soprattutto nei bambini e serviva a convincerli a consumare il pasto. 

halloween sardo: cosa si dice su maria puntaoru

In Sardegna, Halloween non era importante perché c’era già Carnevale. Il giorno dei morti era una festa pagana che si celebrava chiedendo offerte di cibo per le anime del purgatorio. I bambini andavano di casa in casa con un sacco in mano e ricevevano pabassini, frutta o dolci. In passato, le famiglie più povere davano solo ceci e fagioli. La preoccupazione per i propri cari morti si legava strettamente al cibo, diventando una raccolta per le anime che non lo avrebbero mai mangiato. 

In alcuni paesi, si lasciava la tavola imbandita “per le anime”. A Bauladu, il ricco del paese cucinava pasta per i poveri, e il sacrestano vestito da Maria Puntaoru chiedeva cibo per le anime sotto la minaccia dello spiedo. 

Il campanaro suonava le campane a morto per due giorni, e la gente portava cibo e bevande ai campanari. Si dice che l’ultimo campanaro di Bauladu sia deceduto nel ’59. Per approfondire su questo aspetto vi rimandiamo a questo articolo

Oggi, queste tradizioni sono in declino, ma i bambini sardi sanno ancora di non mangiare la pasta lunga la sera del 1 novembre, per paura di Maria Puntaoru.

Altre figure o tradizioni simili

Una tradizione simile, la ricorda “is animeddas” mentre un’altra figura mitologica presente nella tradizione natalizia sarda, è per esempio “Maria Mangrofa” una strega brutta e malvagia vissuta a Orosei, di cui si raccontano numerose leggende. 

Queste tradizioni popolari sono diventate parte integrante dell’identità culturale della Sardegna, un patrimonio prezioso da tutelare e tramandare di generazione in generazione.

In Sardegna, Halloween è meno popolare rispetto alle tradizioni locali, come per esempio, oltre “is Animeddas esiste “is panixeddas”, “Su ‘ene ‘e sas ànimas” o “su Mortu Mortu”, o ancora “su Prugadoriu”. 

In conclusione

Tutte queste usanze in qualche modo coinvolgono i bambini che, vestiti da fantasmi, chiedono doni per le anime defunte. Diciamo quindi che “Maria Puntaoru”, consisteva in una tradizione dove il sacrestano della chiesa si vestiva da Maria e girava casa per casa offrendo pasta ai poveri. 

Oggi questa tradizione è scomparsa, ma in molte case sarde si lascia ancora un piatto di pasta la sera del primo novembre e questo nome non risulta di certo sconosciuto, per un sardo! 

A noi riempe il cuore di gioia pensare che nonostante l’influenza della pubblicità, della TV e dei grandi magazzini, queste tradizioni ancora resistono in Sardegna.

Potrebbe interessarti anche

i 5 migliori libri che parlano della Sardegna