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OLIENA

Cultura, tradizioni e sapori di Oliena: alla scoperta della città sarda

Oliena è un comune italiano della Sardegna con 6603 abitanti, situato nella provincia di Nuoro. Il suo nome sardo, Ulìana, è altrettanto ufficiale. Si trova ai margini della Barbagia di Ollolai, a 10 km da Nuoro, e il suo territorio è dominato dal massiccio calcareo del monte Corrasi, conosciuto anche come Supramonte di Oliena, che lo circonda. 

La vista dalle cime di Corrasi e Carabidda è spettacolare e la cima del monte Ortobene offre un altro punto panoramico. Su Troccu ‘e Pentumas, un suggestivo canyon, si trova nel territorio del comune, così come Su Gologone, una fonte di origine calcarea.

Storia di Oliena: dalle tracce dell'uomo all'insediamento romano

L’insediamento permanente più antico di Oliena risale all’epoca romana, ma il territorio è stato abitato dall’uomo fin dall’età paleolitica, con numerosi ritrovamenti nella valle di Lanaitto e nelle zone circostanti il centro abitato. 

L'unione delle tribù minori e il primo sviluppo medioevale

Oliena sembra essere nata dall’unione di tribù minori che si sono unite ad un villaggio preesistente, più sviluppato rispetto agli altri e quindi più sicuro contro gli invasori. Nel periodo medioevale, Oliena conobbe uno sviluppo notevole con la costruzione di un castello di cui oggi restano solo tracce incerte.

L'agro olianese e la potestà abbaziale autonoma di Girifai

Parte dell’agro di Oliena era stato conferito alla potestà abbaziale autonoma di Girifai dal giudice di Gallura Costantino de Lacon nel XII secolo. 

I centri medioevali e le parrocchie nella storia di Oliena

Nell’agro olianese furono ricompresi i centri medievali di Golcone (oggi Corcodde), che aveva un castello detto “castello di Golione”, citato alla fine del Trecento, il castello di Elcono (Iloghe in agro di Dorgali), il castello Paules, oggi “casteddu de Ghirtalu” (in agro di Dorgali e al confine con l’agro di Galtellì), Filihuri (Filicore per i nuoresi), Gadu o Giumpattu, Nothule (oggi Dule) e Locoe. Questi centri, come Oliena, facevano parte del Vescovado di Galtellì (XIII secolo). 

La Repubblica di Pisa avversò strenuamente queste autonomie abbaziali di Girifai, guelfe, sia in Sardegna che in continente e si risolse ad occupare militarmente i loro territori intorno al 1220. Le parrocchie di questi paesi erano rispettivamente dedicate a: san Mamiliano Vescovo, La Madonna dei Poveri (disamparados), sant’Elena e san Costantino (santa Ligustina), La Misericordia e San Leonardo di Noblac.

Supramonte: il paradiso naturale della Sardegna

Il Supramonte in Sardegna ha cime calcaree chiamate “Dolomiti Sarde”, tra cui il Monte Corrasi, la cima più alta. Il territorio ospita numerose specie animali come aquile, mufloni, gatti selvatici, cinghiali e altri ancora. Il rifugio Ostello di Maccione è presente a 631 metri di quota.

La valle di Guthiddai: tra Su Gologone, Lanaitho e antichi villaggi archeologici

Su Gologone è una famosa sorgente carsica nella valle di Guthiddai, che alimenta il fiume Cedrino. Nella stessa valle si trovano anche la valle di Lanaitho e i villaggi archeologici di Tiscali e Sa Sedda ‘e Sos Carros, dove sono stati trovati reperti risalenti al paleolitico superiore e al periodo nuragico. Tiscali era un luogo sicuro per le popolazioni indigene, che potevano controllare i movimenti dei romani dalla fortezza sulla parete rocciosa.

LINGUA E COSTUMI

Il dialetto di Oliena: una variante arcaica del barbaricino di Ollolai, caratterizzata da “colpi di glottide” e l’elisione della “f” Il costume tradizionale di Oliena: il modo di vestire tradizionale e culturale composto da parti come su gippone, su muncadore, sa hamisa, sos carciones de ‘uresi, sas mìgias, sa berritta, sa hintòglia e sa tùnica. Il costume viene realizzato interamente a mano ed è accompagnato da gioielli tradizionali come sa gutturada, su sole e sos buttones de prohu.

La tradizione del canto a tenore in Sardegna: origini, composizione e significato dei termini chiave

Il canto a tenore è una forma di canto popolare che si trova principalmente nella parte centrale della Sardegna. È un canto polifonico che si compone di quattro voci maschili: sa vohe, sa mesu vohe, su hontra e su bàsciu. Ogni paese dell’area del canto a tenore ha le sue modalità d’esecuzione, il che lo rende unico e inconfondibile, così come lo sono la parlata e il costume tradizionale. 

Il canto a tenore è una forma musicale a carattere locale, arcaico e popolare, con una propria storia evolutiva sostanzialmente estranea a quella della musica tonale che caratterizza la tradizione “colta” occidentale. Il termine chiave del tenore è “su puntu”, che indica la nota fondamentale e la tonalità del canto proposta dalla vohe sulla quale il tenore costruisce l’accordo. Su Puntu indica anche la velocità di esecuzione e le cadenze della sequenza ritmica proposta dalla vohe e rielaborate dal Tenore. 

Su Torradògliu è quasi un sinonimo di puntu, ma viene usato più che altro per indicarne il lato negativo quando un tenore non tiene e sviluppa in modo appropriato il puntu e canta male.

Il canto a tenore di Oliena: storia e testimonianze

Il canto a tenore di Oliena è una forma di canto corale tradizionale che ha origine nel 1830-40. Consiste in quattro voci che accompagnano i balli e si riferiscono al canto a tenore. Non esistono registrazioni audio o video dell’esibizione del gruppo di Oliena al Vittoriale nel 1923. Le prime registrazioni audio risalgono agli anni ’30 e ’40, ma non si sa dove o come sono state effettuate. Nel corso degli anni, molti cantanti si sono esibiti in diverse competizioni di tenore durante le feste patronali dell’isola, dove venivano selezionati e premiati i primi tre fra i gruppi migliori. Anche se ci sono poche registrazioni delle prime esibizioni, il canto a tenore di Oliena è ancora una tradizione viva e in continua evoluzione.

I gruppi di canto a tenore

Al 2015, nella città di Oliena erano presenti 8 gruppi di canto a tenore, di cui 5 regolarmente iscritti all’albo regionale dei gruppi a tenore. L’età dei componenti variava tra i 13 e i 60 anni e i nomi dei gruppi erano: “Corrasi”, “Ulianesu”, “Lanaitho”, “Santu Lussugliu”, “Santu Juvanne”, “Antoni Mereu”, “Santu Nasciu” e “Predu Muchera”.

Oliena: Terra di Cinema e Canto a Tenore

Il territorio di Oliena è stato scelto come location per le riprese di numerosi film celebri, tra cui La Bibbia di John Huston, King David di Bruce Beresford, Delitto per Amore – L’Edera di Augusto Genina, Disamistade di Gianfranco Cabiddu, L’Ultima Frontiera di Franco Bernini, Su Re di Giovanni Columbu, Transumanza di Salvatore Mereu, Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta, Scarabea diretto da Hans-Jürgen Syberberg, Women of the world diretto da Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara, e Corbeddu diretto da Louis van Gasteren. 

Inoltre, Oliena ospita numerosi eventi legati al mondo del canto Sardo, tra cui la rassegna di Canto a Tenore più antica di tutta la Sardegna e il premio “Tenore pro meritos de Onore (Tenore ad Honorem)”, che viene assegnato a coloro che si distinguono nella ricerca e nella promozione del canto a Tenore.

I dolci e le feste ad Oliena

Oliena ha molte tradizioni festose, come la pira di Sant’Antonio in gennaio, dolci di carnevale come Sas thippulas e Sas Rugliettas, la Settimana Santa con riti come la Via Crucis e S’Iscravamentu, l’incontro tra Madonna e Cristo risorto a Pasqua, la festa di San Giovanni a giugno, la festa patronale di San Lussorio ad agosto, la festa della Madonna a settembre e “Cortes Apertas” in cui le case e i cortili sono aperti ai turisti. Il vino Nepente di Oliena è famoso in tutto il mondo per il suo sapore, odore e colore unici.