Pane Carasau

pane carasau, pane sardo Prodotti tradizionali della Sardegna

Il pane carasau: storia e tradizione del pane sardo

Il pane carasau, noto anche come pane carasatu, pane carasadu, pistoccu, pane fine, pane ‘e fresa o pane fatu in fresa, è un alimento tipico della Sardegna. Questo pane a forma di disco molto sottile e croccante, si conserva a lungo e ha radici profonde nella cultura e nella tradizione sarda.

La storia del pane sardo carasau e la sua origine dal verbo "carasare"

La parola sarda carasau deriva dal verbo carasare, che significa tostare. Infatti, durante la carasadura, il pane viene rimesso nel forno per la cottura finale, che lo rende croccante. In alcune zone della Barbagia, come a Orgosolo, Orotelli, Ovodda e Gavoi, è preparato in forma tonda e rettangolare e di dimensioni inferiori, prendendo il nome di pane tostu o pane ‘e fresa, mentre in Ogliastra è più diffusa una variante chiamata pistoccu.

Gli ingredienti e i due tipi principali di impasto del pane carasau

Gli ingredienti base del pane carasau sono lievito, sale, acqua e semola di grano duro. Esistono due tipi principali di impasto: quello a base di semola di grano duro, più pregiato e consumato dalle famiglie più agiate, e quello a base di farina d’orzo o cruschello, di colore scuro, consumato dai meno abbienti.

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La preparazione del pane carasau e le fasi del processo di lavorazione

Il processo di preparazione del pane carasau, chiamato sa hotta o sa cotta, è un vero e proprio rito familiare e di vicinato che coinvolge almeno tre donne, amiche o parenti. Queste fasi comprendono:

S’inthurta: la prima fase della lavorazione avviene prima del sorgere del sole, in cui il lievito già precedentemente sciolto in acqua tiepida viene mescolato alla farina passata al setaccio (sedattu) e impastata dentro una madia di legno chiamata nelle diverse varianti del sardo iscivu, lacu, lachedda, oppure dentro una conca di terracotta (tianu, impastera).

Cariare o hariare: durante questa seconda fase l’impasto viene lavorato energicamente sul tavolo, con la pasta fresca che viene schiacciata, allargata con la pressione dei pugni e riavvolta su sé stessa. L’aggiunta di acqua permette di manipolare con forza (ammoddigare) fino a ottenere un impasto liscio.

Pesare: la fase della lievitazione viene chiamata pesare (alzare). L’impasto ben lavorato viene posta in speciali contenitori come conche di terracotta o come in Barbagia dentro il malune di sughero, ben ricoperta con teli di lana. Si lascia riposare l’impasto mentre si preparano gli strumenti per passare alle fasi successive.

Il pane sardo carasau riconosciuto dall'italia

In ogni caso, il pane carasau è una delizia per il palato e un simbolo della cultura sarda, tanto che nel 2005 è stato riconosciuto come “prodotto agroalimentare tradizionale italiano” dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Oggi, è possibile gustarlo in tutto il mondo, ma il modo migliore per apprezzarne appieno la bontà è sicuramente assaporarlo direttamente in Sardegna, accompagnato dai formaggi, i salumi e i vini tipici della regione.

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