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Sant'Antioco

Il comune di Sant’Antioco si trova nella provincia del Sud Sardegna, nel Sulcis-Iglesiente, ed è abitato da 10.732 persone. La città si trova sull’isola di Sant’Antioco, la più grande delle isole sarde e la quarta in Italia per estensione dopo la Sicilia, la Sardegna stessa e l’isola d’Elba.

Questa isola è collegata all’isola madre attraverso un istmo artificiale e un ponte aperto negli anni ’80. Il territorio dell’isola è diviso tra il comune di Sant’Antioco, che si trova sulle rovine dell’antica città fenicio-punica e poi romana di Sulky-Sulci, e quello di Calasetta, il secondo centro abitato più grande dell’isola.

Ci sono anche due piccoli borghi turistici: Maladroxia, che fa capo a Sant’Antioco, e Cussorgia (zona Stann’e Cirdu) nel territorio del comune di Calasetta. Al largo dell’isola, in direzione sud, ci sono tre isolotti disabitati chiamati Il Toro, La Vacca e Il Vitello, dove nidificano i Falchi della Regina, o Falchi Eleonorae.

Le spiagge del comune di Sant'Antioco

Il comune di Sant’Antioco ha diverse spiagge, cale e coste, tra cui le più conosciute sono: 

Spiaggia Istmo di Sant’Antioco, Spiaggia Corru Longu, Spiaggia Peschiera di Palmas, Spiaggia Il Faro, Porto Ponte Romano, Porto di Sant’Antioco, Spiaggia Is Pruinis, Spiaggia Cannisoni, Spiaggia Su Forru o Su Forru a Maccina o a Macchina, Costa Su Portixeddu, Cala Su Portixeddu, Caletta Su Portixeddu Accuau o Quau, Spiaggia Maladroxia, Costa Scogliu Su Sitzigorru, Costa Su Mussareddu o Su Muscareddu, Costa S’Aqua Durci, Costa Cala Francese, Spiaggia Coaquaddus o Coquaddus o Co ‘e Quaddus, Porto Coaquaddus o Coquaddus o Co ‘e Quaddus, Costa Capu Su Moru, Caletta Sa Turri, Porto di Torre Canai o Cannai, Spiaggia Peonia Rosa, Cala Scanalettus, Spiaggia Portu de S’Aqua Sa Canna, Caletta Capo Sperone, Costa Capo Sperone, Isolotto o Scoglio Il Vitello, Isoletta La Vacca e Isoletta Il Toro.

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La storia

L’isola di Sant’Antioco, in Sardegna, ha una storia molto antica che risale all’età preistorica. Sono presenti numerosi resti archeologici come una trentina di nuraghi, le tombe dei giganti e le domus de janas, che dimostrano la presenza di insediamenti stabili.

Tra i numerosi nuraghi costieri, i più importanti sono il nuraghe multitorre S’Ega Marteddu, il nuraghe Sa Cipudditta situato in un promontorio a picco sul mare in località Su Portu de su Casu e il sito di Grutti ‘e Acqua, che è uno dei villaggi nuragici più grandi della Sardegna. 

In questo territorio sono stati rinvenuti anche numerosi reperti di cultura materiale, come i bronzetti, tra cui l’arciere nuragico di Sant’Antioco. Inoltre, si ritiene che ci fosse un porto nuragico nella zona tra la spiaggia e la scogliera di Portu Sciusciau.

Storia di Sant'Antioco: dall'Età Fenicio-Punica alla conquista romana

Sulki, la città antica che sorgeva dove ora si trova Sant’Antioco, fu fondata nel VIII secolo a.C. dai Fenici, e in seguito passò sotto il controllo dei Cartaginesi. Secondo alcuni studiosi, Sant’Antioco è la città più antica della Sardegna e d’Italia. La dominazione cartaginese terminò con le guerre puniche quando Roma prese il controllo dell’isola.

Durante l’Età romana (238 a.C.-456 d.C.) continuò a fiorire grazie allo sfruttamento dei bacini minerari dell’Iglesiente. Strabone la definì la città più florida della Sardegna romana insieme a Caralis. Il porto di Sulci era ancora molto attivo e la città disponeva di ingenti risorse finanziarie, tanto da poter pagare una multa di circa 10 milioni di sesterzi inflitta da Cesare durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo.

Sant'Antioco: dalla caduta dell'Impero Romano all'epoca contemporanea

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Sant’Antioco passò sotto il dominio dei Vandali e successivamente dei Bizantini. Nel XIII secolo, la città fu abbandonata e la diocesi fu trasferita a Tratalias. Nel XVIII secolo, durante il periodo sabauda, iniziò un processo di ripopolamento del territorio, attuato principalmente da famiglie provenienti da Iglesias. Nel 1793, l’isola fu occupata per breve tempo dai francesi e nel 1815 subì l’ultima incursione dei corsari barbareschi. Nel 1938, venne inaugurata la vicina città mineraria di Carbonia e le vecchie case in grotta furono abbandonate negli anni ’70.

Luoghi e monumenti d'interesse sull'isola di Sant'Antioco

La Basilica di Sant’Antioco Martire è un edificio paleocristiano di fondazione bizantina con le uniche catacombe della Sardegna. La Torre Canai, il Forte Su Pisu, il Semaforo Capo Sperone e la Batteria Bega Giomitri sono le architetture militari presenti sull’isola. Siti archeologici di interesse includono la fonte sacra di Funtana Cannai, i nuraghi Feminedda, Corongiu Murvonis, S’Ega Marteddu e Grutti ‘e Acqua, la tomba dei giganti di Su Niu ‘e su Crobu, il menhir Su Para e Sa Mongia e le domus de janas in località Is Pruinis.

tra tradizioni religiose e cultura sarda

Sant’Antioco celebra ogni anno una festa in onore del suo patrono, sant’Antioco. La sagra, tra le più antiche ancora celebrate in Sardegna, si tiene quindici giorni dopo la Pasqua e prevede la processione del santo per le strade dell’isola. Durante la festa si produce il “Coccòi de su Santu”, un particolare pane bianco lievitato decorato con motivi floreali e uccelli, che viene portato nella basilica per abbellire il simulacro del santo e le sue reliquie. La popolazione straniera sull’isola è rappresentata principalmente da romeni e cinesi. La variante del sardo parlata a Sant’Antioco è il campidanese sulcitano.

Per conoscere tutte le sagre presenti in Sardegna ti consigliamo di dare uno sguardo al nostro articolo qua.

Cultura & musei in Sardegna

Il comune di Sant’Antioco vanta diversi musei: il Museo archeologico comunale “Ferruccio Barreca”, il Museo etnografico “Su Magasinu de su Binu”, il Museo del Bisso e il MuMa – Museo del Mare e dei Maestri d’ascia. Il primo raccoglie importanti testimonianze storiche, il secondo attrezzi rurali, il terzo mostra la lavorazione del bisso e il quarto si concentra sulla pesca e le attività marinare.

Sant'Antioco ed Economia

L’economia di Sant’Antioco comprende vari settori, tra cui la produzione del sale, la pesca, l’allevamento ovino, l’agricoltura e il turismo estivo. La tradizione della navigazione “a vela latina” è ancora viva sull’isola, con la sopravvivenza della tradizione dei maestri d’ascia e della costruzione di barche presso piccole aziende a carattere familiare.

Sport, calcio e pallavolo in Sardegna!

A Sant’Antioco c’è una squadra di calcio chiamata Antiochense 2013 che gioca nella prima categoria sarda, girone B. Mentre la VBA Olimpia Sant’Antioco è una società di pallavolo con sede a Sant’Antioco, che ha partecipato ad alcuni campionati di serie A1 e di serie A2 maschile negli anni ’90. Attualmente, la squadra gioca nella serie B1.

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