Seadas Sarde: la Ricetta delle Tipiche Sebadas

CONOSCETE LE SEADAS?

Le Seadas Sarde, conosciute anche come sebadas, sono dolcetti sardi tondi da gustare caldi per apprezzare appieno la combinazione del ripieno di formaggio e il sapore leggermente amaro del miele di corbezzolo. Se preferite un sapore meno forte, potete optare per un miele più neutro come quello di Asfodelo o di Cardo, entrambi tipici della Sardegna.

INGREDIENTI PRINCIPALI PER PREPARARE LE SEADAS SARDE

Formaggio e miele sono gli ingredienti principali delle deliziose Seadas, un dolce tradizionale che rappresenta l’identità orgogliosa e indomita della Sardegna.

Ingredienti:

  • 300 g di farina di grano duro
  • 30 g di strutto
  • 100 ml di acqua tiepida
  • Pasta fresca di Dolcesardo senza sale
  • Scorza grattugiata di 1 limone
  • Scorza grattugiata di 1 arancia
  • 1 albume
  • Miele di corbezzolo
  • Olio per friggere (quantità sufficiente)

UN DESSERT SARDO SEMPLICE E VELOCE - LE SEADAS SARDE

Le Seadas sono un dessert sardo facile e veloce da preparare. Se avete già assaggiato queste delizie e non vedete l’ora di gustarle nuovamente, potete provare a prepararle comodamente a casa seguendo la ricetta che vi forniamo di seguito.

PREPARAZIONE DELLE SEADAS SARDE (O SEBADAS)

Fase 1

Per iniziare la preparazione delle seadas, cominciate creando l’impasto. Creare una fontana con la farina al centro della spianatoia. Aggiungere lo strutto e gradualmente 100 ml di acqua. Iniziare ad impastare, unendo l’acqua poco alla volta, fino a ottenere un impasto liscio e morbido. Trasferirlo in una ciotola, coprirlo con pellicola trasparente e lasciarlo riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti.

Fase 2

Nel frattempo, preparare il ripieno di formaggio. Grattugiare la pasta fresca di Dolcesardo senza sale e metterla in una pentola abbastanza grande. Porla sul fuoco a fiamma bassa e mescolare continuamente fino a che il formaggio non si sarà completamente sciolto.

Fase 3

Rimuovere la pentola dal fuoco e aggiungere la scorza grattugiata di limone o arancia. Stendere un foglio di carta da forno sul piano di lavoro e versarvi il formaggio fuso a cucchiaiate, schiacciandolo leggermente per formare dischi di dimensioni moderate.

Fase 4

Trascorsi i 30 minuti di riposo dell’impasto, riprenderlo e stenderlo fino ad ottenere una sfoglia sottile. Con l’aiuto di un coppapasta, formare dischetti di circa 9 cm di diametro e 1/2 cm di spessore. Spennellare i bordi di metà dei dischetti con l’albume e posizionare al centro di ognuno di essi un dischetto di formaggio. Quindi coprirli con i dischetti non spennellati e sigillare accuratamente i bordi premendo con i rebbi di una forchetta, in modo che il ripieno di formaggio non fuoriesca durante la cottura.

Fase 5

Porre una padella sul fuoco con abbondante olio per friggere e, una volta che l’olio sarà caldo, immergervi le seadas. Cuocerle fino a quando non otterranno un bel colore dorato. Una volta pronte, scolare le seadas fritte su carta assorbente per fritture e condirle con miele di corbezzolo o, se preferite, zucchero o un altro tipo di miele a vostro piacimento. Ora le vostre seadas sono pronte da gustare. Disporle sui piatti da portata e assaporarle ancora calde.

CURIOSITÀ SULLE SEADAS: UN GIOIELLO GASTRONOMICO CHE TRASCENDE LE TRADIZIONI

Le seadas sono dolci sardi dalle umili origini, ma il loro nome ha suscitato diverse interpretazioni. Secondo la tradizione, durante il dominio spagnolo (fine del Quattrocento – 1714), la pasta di questo dolce sarebbe diventata il simbolo culinario di unione tra le due tradizioni. Un’altra teoria collega il termine “seadas” alla parola latina “sebum”, riferendosi all’uso di grasso animale nella preparazione. Indipendentemente dall’origine del nome, le seadas sono nate come piatto povero nelle economie pastorali. Oggi, sono un tesoro culinario riconosciuto come prodotto agroalimentare tipico (PAT), che ha conquistato i palati oltre i confini regionali.Le seadas sono un’autentica delizia da assaporare, testimoniando la loro evoluzione e il loro successo culinario.

VARIANTI DELLE SEADAS SARDE, ALTRE RICETTE DELLE SEBADAS SARDE, I DOLCETTI SARDI PRELIBATI

Le seadas, dolci sardi tipici, offrono diverse varianti che si differenziano per la zona di produzione e gli ingredienti utilizzati. Una variante comune prevede l’uso di formaggio cotto, mentre un’altra utilizza formaggio fresco, nota come “sa mandrona”. Quest’ultima consiste nel grattugiare la scorza del formaggio e aggiungerla con limone o arancia direttamente al centro del disco di pasta. Un’opzione deliziosa è il ripieno di pecorino sardo inacidito, che si fonde perfettamente durante la cottura, spesso arricchito con buccia di limone grattugiato. Le seadas sarde, accompagnate da miele caldo, sono famose non solo in Sardegna, ma anche oltre i suoi confini. Oggi, invece del miele di corbezzolo dal gusto amaro, si può scegliere il miele di castagno dal sapore più deciso, o altre varietà tradizionali ma più dolci come l’asfodelo o il cardo. Inoltre, alcune varianti includono l’utilizzo di uova nell’impasto, sebbene non fossero previste nella ricetta originale.

Ricetta tradizionale delle Seadas: Come preparare i deliziose dolci sardi

Per cucinare delle seadas perfette, ci sono due ingredienti essenziali da considerare: la pasta e il ripieno di formaggio. La pasta utilizzata per questa ricetta sarda è chiamata “pasta violada” o “violata”. Si prepara con semola di grano duro e viene arricchita con strutto o olio d’oliva. La differenza rispetto ad altre tipologie di pasta risiede nell’utilizzo della semola di grano duro al posto della farina 00. La semola è più spessa e ha un caratteristico colore dorato, conferendo alla pasta una consistenza unica e un profumo inconfondibile. Per ottenere una pasta violada perfetta, è importante avere una buona manualità e lavorare lentamente. La pasta viene schiacciata, tirata e ripiegata fino a ottenere un impasto liscio, omogeneo ed elastico. Per il ripieno, il formaggio più utilizzato è il pecorino sardo, ma a seconda della zona della Sardegna si può anche optare per il formaggio vaccino. È fondamentale che il formaggio sia fresco e lasciato inacidire all’aperto per alcuni giorni, in modo che diventi filante durante la cottura. Un trucco tradizionale consiste nel rivestire il pecorino con un panno umido e lasciarlo riposare così per almeno due giorni, per permettere l’inacidimento.

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